Vernice ignifuga per legno: come orientarsi tra normative e classi di reazione al fuoco

Deposito di secchi di vernice ignifuga di Eureka Colour

Cosa si intende per vernice ignifuga e perché è importante

Quando si parla di vernice ignifuga per legno, il tema può sembrare complesso. In realtà il legno, per sua natura, è un materiale combustibile. Tuttavia, in molti contesti, sia pubblici che privati, è necessario garantire standard elevati di sicurezza antincendio senza rinunciare alle qualità estetiche e strutturali del legno. Per rispondere a queste esigenze, entrano in gioco i cicli ignifughi certificati, sviluppati e testati per rallentare la propagazione delle fiamme in caso di incendio. I test antincendio vengono effettuati da laboratori certificati e valutano come si comporta il prodotto ligneo in condizioni critiche. Per scegliere il ciclo di verniciatura più adatto è importante conoscere il tipo di certificazione richiesta e capire se è applicabile al proprio progetto. Quelle più comuni fanno riferimento alla normativa italiana ed europea, che testano i prodotti seguendo diverse normative tecniche e di conseguenza propongono differenti classificazioni.

Normativa italiana e normativa europea

La normativa italiana è regolamentata dal DM 06/03/92 ed utilizza la norma tecnica UNI 9796 come strumento operativo. Permette di classificare direttamente il prodotto verniciante ed ottenere un’omologazione ministeriale. La classe di reazione al fuoco ottenuta dalla vernice viene trasferita a qualsiasi tipo di supporto ligneo utilizzato (escluse qualche eccezione). Le classi di reazione al fuoco prevedono che i materiali abbiano un punteggio che va da 0 a 5 . Il miglior risultato ottenibile per un supporto verniciato è l’omologazione in classe 1. La normativa europea, invece, è regolamentata attraverso la norma UNI EN 13501-1 che definisce le tipologie di prova standardizzate e classifica tutti i materiali da costruzione. Essa lega il prodotto verniciante al tipo di supporto ligneo utilizzato e al suo impiego. Le classi di reazione al fuoco vengono contrassegnate dalla lettera A alla F. Per l’applicazione a parete e soffitto viene valutata anche la produzione di fumo (s) e il gocciolamento (d). Per il parametro “s” i valori possono oscillare tra s1 (bassa emissione) e s3 (alta emissione). Nella valutazione della formazione di gocce incandescenti si possono invece ottenere valori tra d0 (nessun gocciolamento) e d2 (gocciolamento significativo). Per indicare invece che il test di prova è stato eseguito per un’applicazione a pavimento alla classe ottenuta si aggiunge il suffisso “sl” e viene valutata la produzione di fumo.

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